sabato 25 aprile 2015

Era l'ultima passeggiatina domenicale...

26/04/2015
Naenae


I presupposti erano questi: fare una piacevole passeggiata domenicale sfruttando il bel tempo. Eravamo noi due, i nostri due amici francesi (Audrey e Dorian) e Amandine, un'altra collega francese dell'Alice. Abbiamo pianificato di andare a fare un breve giro in montagna visto che per Amandine sarebbe stata la sua prima volta.

La giornata è splendida e un bel sole ci accompagna, donandoci piacevoli energie positive nell'ora di macchina che ci separa da casa al punto di partenza della nostra escursione. Arriviamo al campeggio verso le 10 dove parcheggiamo e cerchiamo l'inizio del nostro percorso, ho quasi la tentazione di lasciare gli scarponi in macchina e proseguire con le scarpe da "avvicinamento", non avevo idea di quello che ci aspettava! Fortunatamente Dorian mi convince a prendere gli scarponi visto che c'è la possibilità di incontrare del fango. Purtroppo non ci sono moltissime indicazioni sul percorso, c'è una mappa ma con una scala troppo grande per rendersi conto di quello a cui stavamo andando incontro. Optiamo per un giro ad anello, passando per la cima della montagna "the Cone".

Dopo cinque minuti di cammino su un comodo sentiero dobbiamo affrontare uno spettacolare ponte tibetano, sospeso a 40 metri sopra un fiume! Il sentiero si snoda in mezzo al bosco di felci arboree, Rata tree ed altra flora locale. Non è affatto un sentiero facile, ripido con moltissime radici scivolose, sassi scoperti e muschi, il dislivello non è regolare, ci sono molti saliscendi e cambi di pendenza ma non abbiamo fretta quindi proseguiamo senza intoppi con alcune pause per rifocillarci e ammirare la fauna avicola locale. Abbiamo visto particolarmente bene e da vicino un Keroro o Fat Pigeon.









Verso mezzogiorno e mezzo iniziamo ad avere fame quindi ci accampiamo in una bella radura per mangiare, la flora è cambiata con l'altitudine e camminiamo in uno splendido bosco di faggi, con morbidi muschi ovunque, degno giaciglio per un qualsiasi, folletto, hobbit o lepricauno che si rispetti!

Il tempo però passa inesorabile e verso le due arriviamo ad un bivio: proseguendo si va verso la cima della montagna ad almeno 2 ore di cammino al nostro passo, a destra parte il sentiero per il loop track quindi per la macchina. Dopo una breve discussione decidiamo di proseguire fino alle tre e mezza per poi avere due ore abbondanti di luce per tornare indietro dalla loop track che sembrerebbe un po' più lunga ma molto più scorrevole del sentiero fatto in salita. Saliamo e saliamo e verso le 3 decidiamo di fermarci a suonare in una splendida e muschiosa radura (Audrey suona il flauto), finché all'ora prestabilita iniziamo a scendere.







Arriviamo al bivio verso le 4.30 e ci incamminiamo verso la loop track di buon passo, ma il sentiero non è affatto scorrevole, anzi, in alcuni posti è facile perdere la strada vista la florida vegetazione ed il sentiero segnato poco e frequentato ancor meno. Il nostro obbiettivo è scendere fino al fiume (quello del ponte tibetano) per poi seguire il suo corso ritornando al ponte e quindi alla macchina.
Camminiamo e camminiamo ci accorgiamo che alle 5.30 la strada per il fiume è ancora lunga e tortuosa, le nostre ombre si fanno via via più fioche fino a scomparire del tutto alle 6.30 quando ormai è buio pesto.

Già alle 6 iniziavamo a vederci poco ed abbiamo iniziato a tirar fuori i nostri scarsi mezzi di illuminazione che sono: 1 pila frontale e 3 cellulari con i led. Dopo un ora di cammino nel buio finalmente arriviamo al bivio del fiume, dove in teoria la strada avrebbe dovuto spianarsi... 
Il GPS segna altri 5 km di cammino fino al ponte.

Proseguiamo lentamente, facendo tappa per fotografare gli opossum e rimirar le stelle. Un'ora dopo i nostri flash dei cellulari si esauriscono e rimaniamo nel buio totale, senza luci, con ancora un oretta di cammino davanti a noi. Fortunatamente adesso il sentiero non è più così fangoso e scalinato come prima e con l'illuminazione dello schermo della macchina fotografica camminiamo per un altra ora fino ad arrivare finalmente al ponte tibetano, dove ci accoglie uno spettacolare cielo stellato, forse per congratularsi con noi di aver passato incolumi anche questa imprevista avventura.

... e così uscimmo a rimirar le stelle.

Abbiamo imparato:

- Nel dubbio, meglio gli scarponi.
- Sempre una torcia nello zaino da montagna.
- Cercare sempre la scala in una cartina.


domenica 12 aprile 2015

Ricette neozelandesi

41 Kowhai St.
Naenae, Wellington

Proprio così, una componente fondamentale della vita di tutti i giorni è quella dedicata al cibo e visto che il buon cibo è una delle belle cose della vita era ovvio che cercassimo di trovarlo anche qua, agli antipodi.

Premetto che forse in questo discorso potrei essere definito fascista sotto certi versi, visto che da buon italiano faccio fatica a discostarmi dalla pasta, dal pomodoro, dai formaggi (ahimé) e da tutte le cose la cui semplicità è raggiunta solo dalla loro bontà. Visto però  che ci piace sperimentare abbiamo provato a cimentarci anche nel cibo locale, o almeno in quello più appetibile.

Qua la cucina tradizionale maori è composta principlamente da pesce e vari molluschi (ricci di mare, vongole...) cotti in dei particolari forni scavati nel terreno, in cui le braci vengono coperte dalle pietanze e lasciare a cuocere per molto tempo. Questa è un' usanza direi quasi arcaica e non abbiamo mai avuto la possibilità di assaggiare qualcosa cotto in questo modo. I maori "moderni" o la gente più povera di solito si accontenta del fish and chips sotto casa, noodle istantanei, e altre cosette al limite del junk food, sembra che lo stile americano vada per la maggiore.
I kiwi benestanti mangiano un po' di tutto ma non mi pare esista una vera e propria cultura del cibo come esiste in Italia o in Francia, mangiano pasta italiana, wurstel tedeschi e patate all'inglese ma in media sono molto meno attenti di noi sul "buon cibo" (Che poi sarà veramente buono?). 
Come stile dei pasti sono paragonabili allo stile inglese, cioé colazione abbondante anche con uova, pancetta e formaggio, pranzo veloce e cena abbondante.

Un cibo molto popolare sono delle "pie" ovvero delle piccole torte salate (monoporzione) di pasta sfoglia ripiene di formaggio cremoso, carne o verdure. Una cosa di cui sono piuttosto fieri è la loro carne, di cui sono grandi produttori ma visto che noi in linea di massima non ne mangiamo non posso esprimere un vero e proprio giudizio in merito.

Il caffé. I Neozelandesi adorano il caffé ma è difficile trovare un espresso come lo troviamo da noi, la moka è praticamente inesistente e di solito usano le macchine da caffé stile americano oppure il caffé solubile. Per i primi 3 mesi non ho bevuto neanche un caffé, adesso solitamente a lavoro bevo quello stile americano o se c'è crisi l'istantaneo. Diciamo che mi sono abituato.

Quindi visto che non abbiamo una cucina tradizionale veramente a nostra portata stiamo cercando di esplorare al meglio la colossale cucina italiana ed europea provando ricette nuove con le cose che troviamo qui (senza spendere un patrimonio, ad esempio il parmigiano è venduto a 80$-55€ al chilo). Un'innovazione importante scoperta quaggiù è quella di sostituire il lievito di birra con il bicarbonato di sodio, visto che non riusciamo a trovare il lievito vero e proprio. 
Devo dire che i risultati per pizza, pane e torte sono sorprendenti: il tutto è più veloce e leggero! Provare per credere.


sabato 28 marzo 2015

Addio crossy – Fedele compagna di viaggio

.29/03/2013
41 Kowhai St. Naenae, Wellington

https://www.youtube.com/watch?v=SK27yI0tIkA

Per fortuna o purtroppo, devo porre un punto fine al nostro percorso con Crossy. Per dirla alla Matrix Crossy ha finito il suo percorso e ora sta ritornando alla sorgente delle macchine. Ma andiamo con ordine.

Sabato si prospettava una giornata tranquilla, occupandosi solo dei piccoli problemi quali andare a fare la spesa senza macchina in un giorno di pioggia. Dopo aver fatto le consuete comunicazioni intercontinentali ricevo una chiamata da un numero privato.

"Pronto,parla il comando di polizia. Abbiamo ritrovato la sua macchina si trova in Wainuiomata, 63 Wise Street. Ho ispezionato la macchina ma presenta danni alla porta, poi hanno fatto un "really mess" con l'accensione. Le consiglio di chiamare una ditta di rimozione per far portare la macchina ad aggiustare o demolire"

Mille pensieri in testa. Cosa facciamo con la macchina? Conviene aggiustarla o rottamarla e tentare di farci un po' di soldi? Calcolando che il trasporto della macchina da Wainuiomata (Un paesino dietro le colline a 15 minuti di macchina da noi) a Naenae costa circa 150 dollari, dobbiamo aggiungerci una porta rotta e l'iniezione andata calcoliamo almeno altri 600-700 dollari. Decidiamo quindi di cercare qualcuno che si porti via Crossy e ci dia qualche dollaro per le parti utili.

Cercando un po' online ci accorgiamo che c'è una concorrenza spietata di questi auto-demolitori che cercano auto vecchie per ricavarne parti di ricambio. Nella cittadina dove abitiamo, di cui Naenae è un triste sobborgo, ce ne saranno almeno una decina.

Dopo un po' di telefonate mi metto d'accordo con una di queste compagnie. Il tizio dovrebbe venire a prendermi, poi andiamo a vedere la macchina e poi contrattiamo un prezzo. Aspetto e aspetto ma nessuno si presenta, dopo un'oretta chiamo e mi dice che aveva capito male ed era andato da solo a vedere la macchina, solo che i poliziotti erano ancora li a prendere le impronte e gli avevano detto di andarsene. Resto un po' scocciato dal fatto che non mi avesse detto niente, quindi lo saluto e prendo contatti con un altro carro-attrezzi che mi dice che in pochi minuti mi passa a prendere per andare a vedere la macchina, poi potremmo contrattare il prezzo.

Il tipo è originario dell'Afghanistan, di poche parole ma piuttosto gentile. Dopo 10 minuti di guida spericolata arriviamo al posto dove la povera Crossy giaceva ormai da qualche giorno. I danni sono evidenti: cè un buco nella porta del passeggero e sotto il volante è rimasto soltanto un groviglio di fili, autoradio sparita, fornelli da campeggio e bombole sparite. Sono rimasti soltanto un paio di cd, una spazzola e una strana moneta cinese (non nostra).







Così, dopo aver contrattato un prezzo di 250 $, trasporto incluso, Crossy è stata caricata sul carro attrezzi e portata via, verso chissà quale avvenire...



sabato 21 marzo 2015

Coloni e colonizzati: disagi in Nuova Zelanda.

22 Marzo 2015
41 Kowhai St. Naenae
Wellington

Avevo in mente di scrivere un post anche sulle cose negative che abbiamo riscontrato in questo nostro viaggio ed esperienza, ma ho continuato a raccogliere materiali e testimonianze finché ieri è arrivato lo stimolo per scrivere un post sul genere. Perché? Perché ci hanno rubato la macchina.



Sembra strano, assurdo, cose dell'altro mondo ma è proprio così, perché siamo in un altro mondo. La nostra fedele Crossy era parcheggiata fuori casa come al solito, sul ciglio della strada (qui è piuttosto usuale, ci sono pochi parcheggi veri e propri ma le strade, almeno nei paraggi delle città sono molto larghe e con spazio per il parcheggio ai lati) e al mattino quando ci siamo svegliati la macchina era sparita, "evaporata in una nuvola rossa, in una delle molte feritoie della notte".
Contatto subito il centro di polizia per sporgere la denuncia, poi vengo a sapere dai miei colleghi che i furti di macchine vecchie parcheggiate in strada sono molto frequenti qua in Nuova Zelanda, generalmente sono giovani scapestrati e annoiati che per diletto rubano macchine vecchie (con scarsi antifurti) per andare a fare sgommate nei parcheggi, si parla di 30000 furti di macchine all'anno, su 4 milioni di abitanti è una bella percentuale! Statisticamente però meno del 30% delle macchine rubate sono a fini puramente lucrosi o per rivendita di pezzi vecchi. L'ulteriore beffa è che avevamo appena fatto la revisione alla macchina, spendendoci quindi altri soldi, ed eravamo pronti per venderla.
Al momento abitiamo in una quartiere carino ma piuttosto degradato, nel secondo dopoguerra era un posto molto ricercato con campi, fattorie e addirittura il primo "Mall" della Nuova Nelanda, che sarebbe una specie di piccolo centro commerciale all'aperto. Adesso però i campi sono spariti per far posto a casette di legno, il posto è abitato principalmente da immigrati di varie nazionalità e soprattutto da maori. Il degrado purtroppo è palapabile, uscendo di casa è facilissimo trovare bottiglie di vetro rotte in terra, magari vicino ai cestini. Ma il degrado più grande lo si vede guardando gli abitanti del posto, a me danno l'impressione di non aver alcun rispetto per loro stessi e per il bel posto in cui vivono, mi sembra quasi che abbiano idealizzato un ghetto malfamato newyorkese e vogliano provare ad imitarlo. Questo lo vedo da come tengono le case, dall'enorme problema di alcolismo che hanno, da quanto tengono ad avere il macchinone per fare i tamarri in strada. E' ovvio che questo è un discorso generalista e non tutti sono così, ma la nostra impressione è questa e va valutata per quello che è: un'impressione.
A questo proposito suggerisco il film "Once were warriors" che parla proprio di questa cosa, piuttosto utile per capire di cosa sto parlando.

Questo è un problema sociale non indifferente (non proprio solo un' impressione insomma...) e numerosi studi sono stati fatti a questo proposito per capire da dove venga questo disagio. Siamo giunti a conclusione che questi problemi provengono dalla mancanza di un vero e proprio tessuto culturale maori. Questo non perché non esista la cultura maori, anzi, ma perché durante la colonizzazione della Nuova Zelanda, in seguito a numerosi conflitti e dopo aver trovato finalmente un'accordo (Il famoso trattato di Waitangi) i maori hanno venduto tutta la loro terra ai colonizzatori inglesi, basti pensare che in circa 15 anni i possedimenti dei maori si sono ridotti del 90%. Con la terra i maori hanno inziato ad impoverirsi e a doversi adeguare ad un modello di vita più occidentale, con parecchie difficoltà. Questa difficoltà probabilmente proviene dallo stile di vita maori in cui non esisteva una vera e propria proprietà privata, c'erano delle tribù che occupavano la terra e ne ricavavano quello che necessitavano per vivere.
Ci vorrranno altri anni per avere un tessuto sociale veramente omogeneo, il governo sta stimolando la popolazione Maori ad istruirsi tramite svariati contributi per chi frequenta l'università, e anche la popolazione "bianca" sta conoscendo ed apprezzando la vera cultura maori, ma c'è ancora molta strada da fare. La prova di questo è riscontrabile in diversi posti: in città i manager incravattati sono tutti europei mentre gli spazzini e i manovali maori, al GNS (dove l'Alice fa il suo tirocinio post laurea) i ricercatori sono tutti bianchi-europei mentre quelli delle pulizie sono tutti maori, i politici veramente importanti sono bianchi i maori sono tutelati da una commissione maori che ha l'obbligo di esistere in tutti gli enti pubblici.


Insomma in conclusione volevo solo sottolineare il fatto che non esistano i paesi dei balocchi, ogni paese ha i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi problemi affrontare, la sua storia, la sua gente. 
Troppo facile spalare merda sul proprio paese quando magari è l'unico che si conosce fino in fondo. Troppo difficile e piuttosto inutile paragonare storie e paesi totalmente differenti.

Sarebbe però utile imparare dagli sbagli e dalle esperienze degli altri!

venerdì 13 marzo 2015

Incontri ravvicinati del terzo tipo



E' parecchio tempo che non scrivo più niente sul blog e chiedo scusa per il vostro "disappointment" ma da quando siamo entrati nella routine lavorativa il tempo da concedere al blog è drasticamente diminuito! Nonostante questo però non posso certo sorvolare sulle nostre ultime spassose avventure Bando alle ciance:


  • In una domenica troppo nuvolosa per andare al mare abbiamo deciso di concederci una visita a Zealandia, una riserva naturalistica situata nelle colline sopra Wellington. La riserva è delimitata da un cancello metallico alto 2,5 metri, con delle grosse grate con spaziatura di soli 0,6 cm, inoltre ci sono controlli sugli zaini all'ingresso della riserva, sembrava di entrare a Fort Knox... Tutto ciò per scongiurare un'eventuale invasione di mammiferi o pests (pesti). Queste terribili creature non sono altro che topolini, donnole, ermellini, ricci, faine, opossum e gatti selvatici che possono essere simpatici e cucciolosi ma quando si tratta di mangiare le uova di uccelli indigeni o di rovinare il loro habitat non fanno certo i complimenti.
    La riserva è situata in una valle contesa dai diversi pastori e mandriani per la gran disponibilità di acqua, un ricco magnate inglese l'ha però acquistata per mantenere intatta la sua splendida autenticità, ormai piuttosto rara in Nuova Zelanda. Poi il comune di Wellington ha allestito questa riserva in tempi molto più recenti.
    Una piccola nota: la grande disponibilità di acqua ha fatto in modo che svariati anni fa costruissero una bella diga proprio sopra la città, guarda caso sopra due faglie tettoniche pericolosamente attive! La diga è andata in disuso ma nonostante ciò è ancora in piedi e sorregge un lago pieno di uccelli e pesci nativi!
    Tra le star della nostra visita non potremo certo dimenticare i Kaka, temibili pappagalli incredibilmente intelligenti anche se fuori di testa. Perché? I Kaka hanno strane e dispettose abitudini, ad esempio adorano mangiare le guarnizioni dei finestrini delle automobili non solo quando le macchine sono parcheggiate, persino quando le macchine sono in partenza! Mi spiego meglio: una macchina è parcheggiata quando un Kaka arriva per il suo gommoso spuntino. Arriva anche il padrone della macchina che, perplesso dal pappagallo, mette in moto il motore e parte. Un uccello normale sarebbe già volato via ma questi no! Stanno là a fare car-surfing finché la velocità del mezzo è troppo elevata e finiscono scaricati in malo modo.

    Alcuni di loro ci lasciano addirittura le penne...

    Un altro incontro divertente sono stati i Takehe, grossi uccelli inadatti al volo (te credo, chissà quanto peseranno...) dal piumaggio blu elettrico e dal grosso becco arancione. Questi non sono intelligenti come i loro amichetti Kaka infatti vengono nutriti più volte dallo staff della riserva e senza questo nutrimento ben preparato si troverebbero a passare tutto il giorno a mangiare i minuscoli semi in cima ai ciuffetti d'erba visto che li adorano e fanno fatica a mangiare altro. Vista la stazza (circa come una grossa anatra) però con i semini d'erba non riescono a sostentarsi.

    Alcuni di loro ci lasciano addirittura le penne...

    Un'altra divertente bestiaccia che abbiamo potuto conoscere è il leggendario Tuatara, unico superstite di un'antico gruppo di rettili estintosi durante l'estinz ione K/T, 65 milioni di anni fa. Piuttosto noioso nonostante tutto, soprattutto per la sua pigrizia ed immobilità. Sapete quant'è il ritmo respiratorio di un Tuatara? Un respiro ogni ORA, forse è per questo che possono vivere anche 100 anni!


lunedì 2 febbraio 2015

Arrivati a Wellington!

01/02/2015
41 Kowhai st., Naenae, Lower Hutt, Wellington

Siamo rimasti un po' indietro nella narrazione, quindi vediamo di parificare la narrazione con il tempo reale! Abbiamo lasciato con un po' di nostalgia la bella casa dei Keylock il 19 gennaio, ci siamo diretti verso Picton e ci siamo imbarcati sul traghetto che ci porterà a Wellington. Nel tragitto abbiamo salutato l'Isola del Sud, che per un po' credo che non ci torneremo più... Portiamo con noi splendidi ricordi dell'Isola del Sud e dopo averla eletta come nostra parte preferita della Nuova Zelanda, riflettuto sul posto più bello che avevamo visitato (lago Tekapo al momento) e suggerito al caro Eddone curiosi nomi per la mia nipotina; siamo sbarcati a Wellington!
La giornata è fantastica, soleggiata e priva di vento, abbiamo anche scoperto che è una vera e propria rarità per il pazzerello clima di Wellington! Abbiamo un gran culo, c'è da dirlo...
Poi ci siamo subito diretti verso la nostra prossima abitazione per i prossimi 3 mesi, in un tranquillo quartiere di periferia di nome Naenae, a circa 20 km dal centro di Wellington. Il nostro coinquilino/proprietario è un signore sulla sessantina abbastanza eccentrico, appassionato del suo gattone Monster, di rock classico e di cose americane. Un po' trash devo dire ma dopo un paio di giorni ci siamo trovati subito molto bene. L'altro coinquilino è Claude, un maori bello tarchiato di 42 anni studente di economia all'università di Wellington.
Il giorno successivo abbiamo deciso di migliorare il nostro piccolo regno, così abbiamo sistemato la camera alla perfezione, allestito tutte le nostre cose e svuotato Crossy. Siamo anche andati a Wellington ad incontrare Mike, il mio datore di lavoro al negozio di bici.
Il negozio si chiama Bikebarn ed è una catena di negozi di biciclette diffusa in tutta la nuova zelanda. Il posto infatti è enorme e centralissimo: un grande magazzino allestito metà come negozio di bici, l'altra metà come magazzino e officina. Mike è giovane e affabile (24 anni), mi fa conoscere subito il team e rimanda la spiegazione delle prime mansioni da meccanico al giorno successivo.
Noi ovviamente siamo già organizzatissimi, decidiamo di uscire di casa assieme e tornare assieme. Io andrò al lavoro con il trenino, che è comodo e adorabile, mentre Alice avrà la duplice possibilità di prendere la macchina magari nei giorni più brutti oppure di passeggiare fino al GNS (il centro di ricerca dove ha iniziato il tirocinio post-laurea).
Così abbiamo iniziato la nostra routine lavoro-studio e al momento sta andando tutto alla grande!
Il week end scorso siamo anche andati a vedere Rivendell, ovvero la location in cui hanno girato gran burrone... Non so bene cosa ci aspettassimo ma siamo rimasti un po' con l'amaro in bocca visto che ci siamo trovati dentro un bel bosco di faggi con nessun segno che possa indicare che li era stato girato Gran Burrone. Infatti tutta la scena è stata ovviamente smontata ed il fondale nel film (le cascate) abbiamo scoperto essere quelle dei Milford Sounds, all'estremità inferiore dell'Isola del Sud!
Si può dire qualsiasi cosa dei neozelandesi ma non che non sappiano farsi bella pubblicità (positiva) apparentemente da niente! Penso che dovremmo imparare anche noi a valorizzare di più tutto il nostro patrimonio artistico culturale e naturalistico che abbiamo da offrire!

In queste prime settimane di lavoro stiamo avendo degli incontri curiosi e particolari e stiamo imparando a conoscere veramente i Kiwi, non come abitanti di un'isola da cartolina ma come persone vere con pregi e difetti... E tutto sommato non sono poi così diversi da noi italiani!

Al prossimo post spiegazioni più dettagliate, restate in contatto mi raccomando!

lunedì 19 gennaio 2015

K di Kaikoura e... Keylock's!

15/01/2015
Lud Valley Road (again)

Eravamo rimasti circondati dai pappataci in un delizioso campeggio in montagna. Poi abbiamo deciso di spostarci verso il mare, verso la splendida località di Kaikoura, famigerata località per l'avvistamento delle balene!
Abbiamo decido di concederci un campeggio attrezzato per darci una ripulita dalle sudate degli ultimi giorni. Il campeggio è uno dei classici TOP 10, una catena di campeggi molto ben attrezzati presenti in tutta la NZ, sono divertenti perché in ogni campeggio si possono ammirare le tende faraoniche dei neozelandesi stanziati lì per pescare e passare la vacanza. E' proprio uno stile di vacanza che per me è abbastanza estraneo: piazzare una mega tenda degna di un sultano, con quasi tutte le comodità, pescare in riva al mare, uscire in barca. Io forse mi annoierei dopo una settimana o due, questi invece secondo le nostre analisi stanno piazzati qui anche per un mese di fila.

Dopo aver trovato miracolosamente un posto in cui piazzare Crossy (siamo in alta stagione ESTIVA dopotutto hahaha) abbiamo fatto un giro esplorativo per vedere se l'avvistamento delle balene era una prospettiva abbordabile per le nostre finanze. Le balene si possono vedere in 2 modi: in barca o in elicottero. In barca è ovviamente più economico ma si può vedere al massimo la coda o la testa o lo spruzzo della balena mentre in elicottero è possibile vedere per intero il gigantesco animale. I prezzi si aggiravano intorno ai 150 $ a testa per l'uscita in barca (circa 100 €) e oltre 220 $ per l'uscita in elicottero. Abbiamo quindi deciso di non concederci anche questa costosa uscita, in compenso abbiamo fatto un po' di spesucce varie e ci siamo costruiti una meravigliosa scacchiera con i sassi della spiaggia!







La spiaggia è una gigantesca e meravigliosamente selvaggia distesa di ciottoli scuri confinanti con il mare azzurro, oltre che estremamente pescoso vista la gran quantità di pescatori! Ma oltre ai pescatori della nostra specie ci hanno fatto compagnia 3 formidabili pescatori marini: delfini saltellanti e giocosi a solo 20/30 metri dalla spiaggia, ottimo direi.

Il giorno successivo abbiamo superato Kaikoura dirigendoci in un altro piacevolissimo campeggio DOC nei pressi di Blenheim, il campeggio da direttamente sulla spiaggia di ciottoli che la marea ha ricoperto di una distesa di alghe rosse. Abbiamo trovato una posizione tattica per Crossy e abbiamo sfoderato le nostre vettovaglie da campeggio per una cena da campioni. Il giorno successivo abbiamo fatto una lunga passeggiata sulla costa alla ricerca di conchiglie. La zona dev'essere molto ricca di fauna marina, aragoste e ricci di mare in primis vista la gran quantità di cacciatori/raccoglitori armati di Quad e tute da sub...







Gli ultimi due giorni del nostro vagabondaggio-vacanza li abbiamo passati negli splendidi Malborough Sounds (fiordi) in cui ho incontrato probabilmente la strada più tortuosa del mondo: 40 km (ne abbiamo dovuti fare solo 25 per fortuna) di curve strette (strette come la più stretta delle curve delle capele) su asfalto gobboso, in un continuo saliscendi... Ho rimpianto el faé e le capele! Il premio per questa strada sono stati dei panorami fantastici in mezzo ai fiordi con acqua azzurra e tranquilla, sole e minuscole spiagge. Vien proprio voglia di farsi un bel giro in kayak!

Il 9 gennaio ci siamo messi d'accordo con i nostri host preferiti (gli inglesi) e ci ospiteranno fino al 19 gennaio, il lavoro nel giardino è piacevole, il posto è bello e si mangia bene e le giornate stanno volando!

Appena abbiamo avuto una connessione stabile abbiamo deciso di dare un commento di feedback negativo sull'ultima host che ci aveva ospitato: Karen la Hippie. Il nostro commento è stato decisamente onesto per quello che ci aveva proposto, abbiamo semplicemente descritto quello che ci aveva proposto con lati positivi (pochi) e negativi.
La Karen ci ha poi scritto un e-mail per chiederci di rimuovere il feedback negativo perché è ingiusto e inutile postare un commento così perché c'è stata anche gente che si è trovata bene con lei (Ah! Dal bon?!). Ma se c'è un commento di feedback da dare mi sembra ovvio che il commento debba essere obiettivo. Non sembra però che sia così, navigando sul sito vedo un mucchio di host senza alcun commento, alcuni con pochi commenti positivi e nessuno con commenti negativi! Sono tutti così fantastici questi host? O semplicemente se al wwoofer di turno va male evita semplicemente di mettere il commento e chi s'è visto s'è visto?

Per il resto in questo periodo dai Keylock ho anche ricevuto il mio contratto di lavoro! Dire che calza a pennello è quasi riduttivo: ore di lavoro buone, paga onesta e periodo perfetto!